La ex Noto-Pachino, Ferrovia del Vino

La ex Noto-Pachino, Ferrovia del Vino
Febbraio 20, 2019 Scritto da Co.Mo.Do.

di Liliana Gissara, Vicepres. Italia Nostra CD Siracusa e CDR Sicilia

La tratta ha un’altissima valenza culturale e paesaggistica: da Noto, sito UNESCO, capitale indiscussa del Barocco siciliano, ai pregevoli mosaici pavimentali della Villa Romana del Tellaro, alla straordinaria Riserva di Vendicari (pantani costieri con ricca flora tipica ed avifauna stanziale e migratoria, mare incontaminato, resti di un’antica tonnara, torre seicentesca restaurata di recente), al pittoresco e frequentatissimo borgo di Marzamemi, sede di un’ importante rassegna cinematografica annuale: “Cinema di frontiera” e, finalmente Pachino, popoloso borgo agricolo con produzioni tipiche conosciute in tutto il mondo.
Linea FS, sospesa ma ancora armata, tranne in qualche breve tratto per occupazione abusiva.

Noto-Pachino (Ferrovia del Vino), diramazione della SR-RG-Gela. Tratta ad altissimo potenziale turistico-culturale ed a buon potenziale commerciale.

Anno di apertura: 28/10/1934 - Anno di chiusura: 01/01/1986
Stima popolazione servita: residenti (oltre 50.000); turisti (circa 80.000 solo su Vendicari)
Lunghezza: 27,031 km - Scartamento: 1435 mm - Pendenza massima: 14xmille, raggio min. di curvatura: 300 m.
Trazione: Diesel - Numero fabbricati di servizio: oltre 10 tra stazioni, magazzini-merci e caselli
Territorio attraversato: Provincia di SR, Comuni di Noto e Pachino - Stazioni e fermate: Noto, Balata di Noto, Lido di Noto, Falconara Iblea, Calabernardo, Noto Marina, Noto Bagni, Roveto Bimmisca, S. Lorenzo Lo Vecchio, Marzamemi, Pachino
Proprietario: RFI
Vincoli della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio: ponte sulla sp 34 e fiume Noto, in perfette condizioni; ponte a sagoma limitata del Lido di Noto, La tratta, tutta a giorno, in parte in trincea, presenta altre opere d’arte ben conservate interessanti: diversi ponti di attraversamento riferiti alla viabilità; il ponte in ferro tralicciato sul fiume Tellaro (visibile dalla sp 34) del 1985 che rimase “non armato” a causa della chisura della tratta qualche mese dopo e i paramenti in pietra calcarea bocciardata che rifiniscono con cura le pareti dei tratti in trincea.
Breve descrizione stato attuale: La tratta è ancora armata (armamento Fonderie Sesto San Giovanni, 36 kg/m, 1934). Le traversine in legno portano ancora infissi grossi chiodi in ferro con la data di messa in opera segnata sulla testa del chiodo. La ricettività in zona consta di diversi agriturismo anche di fascia medio-alta, alberghi, molti B&B; buona la ristorazione. Produzioni agroalimentari di qualità legate al territorio: 2 per tutte: la mandorla di Noto e il ciliegino (ma non solo) di Pachino; in più: buoni vini prodotti da diverse cantine.
Studi di fattibilità/progetti concreti per il ripristino: A partire dagli anni ’90 sia privati professionisti che Università hanno prodotto progetti e studi per il ripristino della suggestiva tratta ferroviaria. Nel 1999 l’arch. Rosario Ardilio (Pachino) ne progettò il recupero. In anni più vicini sia lo IUAV di Venezia (almeno 2 tesi, di cui una seguita dal prof. Bettini) che l’UNIBG si sono occupate di studiare il recupero della Noto-Pachino. Tutta la produzione progettuale è stata seguita dall’arch. Giovanni Fugà dell’UTC di Noto, anch’egli componente, come la scrivente, del COMITATO per la RIATTIVAZIONE della FERROVIA NOTO-PACHINO, presieduto dalla dott.ssa Sara Francesca Perna, in Noto.
Stima potenziale frequentazione se riattivata ad uso turistico: oltre 100.000 passegg/anno e ad uso passeggeri: oltre 40.000 passegg/anno.
Possibilità di collegamento con altre linee: Trattandosi di diramazione, la Stazione di riferimento è Noto dalla quale, con appropriate coincidenze, i visitatori/viaggiatori, possono fruire della tratta SR-RG-Gela in ambo le direzioni e, da SR, proseguire per CT, CT-PA, ME ed oltre o Stretto, A Sud, si dovrebbe realizzare il collegamento tra la Stazione di Comiso ed il locale Aeroporto, importante scalo di voli charter e di linea. La chiave di volta per lo sviluppo economico del S-E della Sicilia è una rete integrata per la mobilità, il cui primo requisito è il recupero ed il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria. Vi è da dire che il problema della mobilità è comune a tutta l’Isola in quanto le Rete ferroviaria minore (ma a più alto valore paesaggistico-culturale) è stata quasi tutta dismessa e la Rete viaria ordinaria è in genere maltenuta; le autostrade sono spesso interrotte per problemi di varia natura.
Prospettive di utilizzo come ferrovia turistico-culturale ed ambientale: Località balneari della costa netina, Villa Romana del Tellaro, Riserva di Vendicari, Frazione di Marzamemi. Compenserebbe la carente viabilità, assicurata fino a Pachino solo dalla sp 39, sovraccarica di traffico leggero e pesante, se si pensa che nei periodi di piena produzione agricola si muovono anche 100 TIR.
Prospettive/possibilità di utilizzo come ferrovia trasporto merci leggere: derrate alimentari non deperibili; altro.
Prospettive/possibilità di riutilizzo come percorso ciclopedonale/ippovia: solo parzialmente per la presenza di diversi lunghi tratti in trincea ed altre difficoltà. Enti, amministrazioni, associazioni, privati interessati sopratutto ad un progetto di ripristino come ferrovia turistico-ambientale e/o al trasporto passeggeri e/o merci leggere, Enti, amministrazioni, associazioni, privati interessati ad un progetto di riutilizzo come percorso ciclopedonale, le associazioni di ciclisti ed i venditori di biciclette.
Pubblicazioni sulla ferrovia storica: filmato dell’Istituto LUCE sull’inaugurazione.