Cosa è la mobilità dolce

Cosa è la mobilità dolce
Gennaio 19, 2018 Scritto da Co.Mo.Do.

Restituiamo al tempo e allo spazio, opportuni nella quotidianità, dei valori che sembrano essere persi. C’è bisogno di mantenere ad essi un valore rituale, una lentezza che sembrano propri di una tradizione lontana e che si sposa ad altri valori, come il convivio o la siesta. Partiamo dal riesame di spazi particolari come tracciati viari e ferroviari dismessi, infrastrutture idriche, trazzere, nel complesso gli elementi lineari su cui è stato costruito e si è evoluto il paesaggio del nostro Paese. Costituiscono un “insieme di manufatti, visti come forma ed interazione fra natura e cultura”: vengono individuati come possibili “corridoi” naturalizzati/antropizzati per utilizzazioni alternative. L’operazione di riuso è nell’apparenza semplice: si tratta di riconoscere questo percorsi, considerare il valore strutturante nella costituzione del paesaggio, porli alla base di una progettazione ambientale che consenta nuove utilizzazioni e, più in particolare, la costituzione di reti per la mobilità dolce.
Per molti noi il turismo italiano è nelle linee di forza su cui l’Italia ha fondato il suo appeal nei confronti dei viaggiatori. Una prima si lega all’ambiente naturali, al sole, al mare: l’offerta di un ambiente litoraneo caldo e incontaminato, lambito dalle acque del Mediterraneo, è stata meta delle “villeggiature”, prima in mete di eccellenze in cui delizie ambientali e cultura degli uomini sapevano ancora felicemente coniugarsi poi in una miriade di località su cui oggi si appuntano i giudizi critici per l’indiscriminata diffusione insediativa.
Una seconda linea di forza si lega alla dimensione storica e culturale accreditata dal Grand Tour. Scriveva alla fne dell’ottocento W. Sombart: “L’italia, il bel Paese dove perpetuo fiorisce l’arancio, paese misterioso della Mignon, dove perpetuo fiorisce l’arancio, il paese prediletto e incantevole deipoeti, il museo d’arte antica, il fantastico teatro dei tempi passati, il paese che fu teatro su cui si video i più importanti fatti della storia e della civilità antica, ha sempre esercitato una speciale attrattiva sull’animo dei popoli nordici”.

Giuseppe Imbesi, urbanista